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La Romania (in rumeno România) è uno stato nel sud-est dell'Europa, nell'area detta Europa danubiana, attigua all'Europa balcanica. Istituita nel 1859 e riconosciuta come stato indipendente nel 1877, la Romania confina a nord-est con l'Ucraina e la Repubblica di Moldavia, ad ovest con l'Ungheria e la Serbia e a sud con la Bulgaria. La Romania possiede anche 244 km di litorale sul Mar Nero.

La Romania fa parte dell'Unione europea dal 1º gennaio 2007.

l nome "Romania" deriva deriva dall'aggettivo latino Romanus, romano.[1] Rappresenta le origini culturali e linguistiche della nazione rumena, dalla colonizzazione romana dell'antica provincia romana della Dacia.[senza fonte] Il nome "Romania" viene usato ufficialmente per denominare le terre dell'attuale stato di Romania solo dal XIX secolo. Prima si parlava di Valacchia e Moldavia, per denominare i principati a popolazione rumena. Mentre il nome Valacchi deriva dai termini "Vlah" utilizzati dalle popolazioni germaniche e slave per denominare tutte le genti europee di lingua latina, i valacchi chiamavano se stessi "rumeni".[2] Il Motivo per cui i rumeni si identificano attraverso la parola latina "romanus" (română român/ e quindi rumân) comincia ad essere menzionato a partire dal XVI sec. da alcuni autori, tra i quali alcuni umanisti italiani che ebbero modo di viaggiare in Transilvania, Moldova e Valacchia. Il più antico documento scritto in lingua rumena, è una lettera del 1521 (conosciuta sotto il nome di "La Lettera di Neacşu da Câmpulung-Scrisoarea lui Neacşu din Câmpulung") nella quale veniva annunciato al rappresentante locale di Braşov l'imminente attacco da parte dei Turchi. Lo stesso documento, risulta il più antico attestante la denominazione di "Ţara Românească-Nazione Rumena".

Nel periodo tardo-antico, l'Impero romano spesso era identificato, in lingua latina, dalla parola "Romània". Molti storici affermano che lo stesso metro di paragone dovrebbe essere applicato anche all'Impero bizantino medievale, proposta molto controversa nonostante i recenti dibattiti. La denominazione "Romània" è oggi utilizzata per designa il territorio di diffusione delle lingue romanze.

Geografia

Gran parte della frontiera rumena con la Serbia e la Bulgaria a sud e a sud-ovest è formata dal Danubio. Il Danubio ha come affluente il fiume Prut che forma il confine con la Repubblica di Moldavia a nord-est, dove la foce del fiume sul Mar Nero delimita anche il confine con l'Ucraina.

I monti Carpazi dominano gran parte della Romania soprattutto a Nord-Ovest disponendosi a ferro di cavallo, con cime alte fino a 2.500 m e raggiungendo i 2.544 m del monte Moldoveanu.

Le città principali sono Bucarest (Bucureşti), Iaşi, Braşov, Timişoara, Cluj-Napoca, Costanza (Constanţa), Craiova, Sibiu, Galaţi, Oradea, Bacău.

Accanto al Danubio, i fiumi più importanti della Romania sono:

Dopo il collasso del Blocco Sovietico nel 1989-91, la Romania è rimasta con una base industriale obsoleta ed un paniere di capacità industriali totalmente inadatto ai suoi bisogni.

Nel febbraio 1997, la Romania ha intrapreso un programma comprensivo di stabilizzazione macroeconomica e riforma strutturale, ma questa riforma fu successivamente un frustrante processo a singhiozzo. I programmi di ristrutturazione includevano la privatizzazione o liquidazione di grandi industrie ad alto consumo elettrico (combinat) e maggiori riforme nel settore dell'agricoltura e della finanza. Nel 1999 l'economia della Romania si è contratta per il terzo anno consecutivo di circa il 4,8%.

La Romania ha raggiunto in agosto 1997 un accordo con il Fondo Monetario Internazionale per un prestito di 547 milioni di dollari, ma il rilascio della seconda rata è stato procrastinato in ottobre a causa dei requisiti non raggiunti sul prestito per il settore privato e cambiamenti nelle spese budgetarie.

Bucarest ha evitato di dichiararsi insolvente per gli interessi di metà anno, ma ha dovuto usare le riserve per farlo, riserve che sono arrivate approssimativamente a 1,5 miliardi di dollari alla fine dell'anno 1999.

Le priorità del governo includevano: ottenere un rinnovo del prestito del FMI, concentrarsi sulla politica fiscale, accelerare la privatizzazione e ristrutturare le imprese senza profitto.

Dal 2002 vi sono stati anni di successo di crescita economica che è stata stimata essere del 4,5% per anno, tasso che è cresciuto a più del 5% nel 2005. Dal 2003 l'aumento dei salari supera il tasso di inflazione, che era di circa 1,2% per mese, ma che successivamente è decresciuta. Il salario netto medio mensile nel novembre 2005 era di 937 RON, cioè circa 320 Euro / .[senza fonte] Nel 2005 l'inflazione si è abbassata al 7.8% annuo ed era stimata in calo anche per il 2006. Sono però in forte aumento anche i prezzi immobiliari. Col calo dell'inflazione, è stata possibile una riforma monetaria che ha introdotto il nuovo Leu (RON) in luogo di 10.000 vecchi Lei, e che nel 2006 valeva circa 3.6 volte meno dell'Euro. Il peso del settore agricolo, che ancora di recente sfiorava il 40% del PIL complessivo, sta diminuendo in favore dei settori industriale e dei servizi, attualmente è sotto il 10%[12].

La Romania è stata invitata ad unirsi all'Unione europea nel dicembre 1999, data di inizio delle negoziazioni. È entrata nell'UE il 1° gennaio del 2007 insieme alla Bulgaria. Nel frattempo, il 29 marzo 2004, è entrata anche nella NATO.

La compagnia di bandiera è la Tarom; recentemente hanno aperto collegamenti con Bucarest e altri aeroporti (tra cui Timisoara e Cluj) diverse compagnie low-cost (fra cui le italiane WindJet e Myair, la rumena Blue-Air, l'ungherese-polacca Wizz Air e la slovacca SkyEurope).

 

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